Metodo Mindfulboxing

Musica, emozioni e sport

Usata per caricarsi, distrasti o per rilassarsi la musica fa parte da sempre delle nostre giornate, in ogni nostra attività e anche nello sport.

Chi è un pò avvezzo al settore degli sport da combattimento o alle arti marziali, saprà che in alcune specifiche discipline la musica è considerata parte integrante della pratica stessa.

Nello specifico, mi riferisco alla Muay Thai, caratterizzata da due momenti fondamentali che precedono gli incontri, la “Kuen Suu Weitee“ e la “Ram Muay”.

Due momenti molto importanti e carichi di significato, durante i quali gli atleti svolgono una serie di rituali (meditazione, preghiera, incantesimi) che hanno lo scopo di propiziare il buon esito dell’incontro. Durante la “Ram Muay” possiamo sentire la tradizionale “Dontree Muay” musica tradizionale tailandese. Vi lascio un video per capire bene di cosa parlo.

Nel totale rispetto di questa pratica, va detto che essa si fonda anche su aspetti mistici e religiosi; infatti durante la danza vengono recitate silenziosamente preghiere e formule magiche propiziatorie al buon esito dell’incontro. Attraverso questa pratica l’atleta chiede il favore degli spiriti benigni, ma non solo; la danza ha infatti anche un’utilità più pratica in quanto lo prepara all’incontro a livello fisico, una sorta di riscaldamento per muscoli e articolazioni.

L’atleta inoltre, entra in totale connessione con sè stesso, con il suo corpo, si cala perfettamente nel momento presente, lasciando andare pensieri e distrazioni.

Tralasciando per un attimo il significato profondo di questa pratica, non pensate anche voi che spesso nelle nostre giornate impieghiamo la musica in diversi contesti?

Ad esempio, vogliamo concentrarci su un determinato lavoro e allora ascoltiamo musica rilassante e che ci aiuta ad essere più focalizzati.

Se siamo nervosi o arrabbiati, magari ascoltiamo quel gruppo rock o metal che ci aiuta a sfogare la rabbia e ad attraversare quel momento spiacevole.

Al contrario se invece siamo felici, ci ritroviamo ad ascoltare musica allegra che ci fa ballare e saltellare per tutto il giorno.

In tutti questi casi, possiamo notare come la musica ci aiuti a stare nel momento presente sia esso piacevole che spiacevole e ad amplificarne le sensazioni che la nostra mente e il nostro corpo avvertono.

Per questo motivo, la musica è da sempre utilizzata anche nello sport. Basti pensare a tutti i corsi in sala che si svolgono in palestra, la musica ci carica, ci fa sentire forti, a tratti dimentichiamo anche la fatica e proseguiamo con gli esercizi nonostante la stanchezza.

La musica può essere considerata uno strumento per facilitare l’amplificarsi di un determinato stato d’animo nei diversi contesti della nostra vita.

A volte però può succedere di farne un uso errato della musica; proprio perchè amplifica un determinato stato d’animo, capita di ritrovarsi ad ascoltare musica triste quando siamo tristi e finiamo così con accrescere la nostra tristezza.

Vi racconto un episodio.

Chi mi conosce sà che amo correre. Non corro per gareggiare ma per il puro piacere di mettere alla prova la mia resistenza (tra l’altro molto utile nella kick boxing) e perchè mi aiuta molto a scaricare tensioni e a liberare la mente.

Ogni volta che corro ho sempre con me le mie amate cuffiette bluetooth che collego al mio smartphone e faccio partire la mia playlist preferita.

La giornata era stata abbastanza complicata a lavoro, volevo solo correre, isolarmi dal mondo con della bella musica rock e correre, correre per lasciare andare il nervosismo che avevo accumulato. Scelsi la playlist con la musica più strong possibile nella quale non poteva mancare “Rollin” dei Limp Bizkit. Penso di averla ascoltata per tutto il tempo della corsa, in loop. C’era solo quella musica e le mie gambe che macinavano metri su metri.

Ricordo che tornai a casa stanchissima… eh beh certo hai corso! direte voi…

Si è vero, ma non solo… ero andata oltre le mie possibilità di quel momento. La giornata era già stata stancante e io avevo ricorso a quella musica per amplificare quello stato d’animo di rabbia per correre, senza ascoltare il mio corpo.

Ho quindi capito che in quel frangente, la musica non mi era stata utile, anzi…

Dobbiamo quindi stare molto attenti all’effetto che può avere su di noi la musica, specialmente quando ci alleniamo. Spesso può portarci oltre le nostre reali sensazioni, tanto non percepire più i segnali del nostro corpo.

Ultimamente ho iniziato a correre senza la musica, all’inizio è stato strano, ma ho notato un grande beneficio in termini di attenzione, concentrazione e consapevolezza. Sono molto più attenta a ciò che mi sta attorno e sopratutto ascolto il mio corpo. Avverto se ci sono delle tensioni, se i muscoli delle gambe o dell’addome sono contratti, ascolto il mio respiro, percepisco il movimento dei piedi che poggiano sul terreno.

Ascoltandomi, la mia performance a fine corsa è notevolmente migliore perchè aumenta il senso di auto efficacia che ottengo ascoltandomi.

Con questo non voglio demonizzare la musica durante gli allenamenti, anzi… sono la prima che prepara apposite playlist per allenarsi e per le lezioni in sala; a tal proposito, nella mindfulboxing che propongo, le lezioni sono strutturate anche grazie alla musica che si compone di un crescendo di diverse melodie.

In particolare, partendo da musiche che favoriscono il rilassamento l’intento è quello di lasciare andare situazioni, problemi, pensieri e giudizi che potrebbero influenzare negativamente l’allenamento, il quale poi prosegue con musiche più motivanti che aiutano ad immergersi nella pratica e nelle proprie intenzioni, fino a terminare con un rilassamento volto ad ascoltare se stessi e le proprie sensazioni post pratica.

Vi voglio lasciare con un consiglio.

Come abbiamo visto, la musica stimola in ciascuno di noi emozioni e sensazioni del tutto personali e relative anche al momento che stiamo vivendo; per questo il mio consiglio è quello di non fermarsi ad ascoltare solo le playlist di “workout music motivation” che vengono proposte online, ma prendetevi il tempo per creare le vostre playlist, con la musica che amate e che sapete essere migliore per voi. Io per esempio mi trovo bene anche allenandomi ascoltando l’ultimo album di Fabrizio Moro (che di certo è molto diverso dalle music motivation da discoteca proposte in giro).

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